La piazza deve il suo nome alle doppie file d’aranci che furono piantati nei primi decenni del XX secolo dopo la discussa demolizione della chiesa di San Pietro voluta dalla contessa Elisa Baciocchi, nipote di Napoleone Buonaparte. Inizialmente gli alberi scelti erano dolci e vigevano delle rigide leggi per evitare che turisti e passanti si appropriassero degli agrumi, che invece venivano raccolti e donati ad istituti di beneficenza. Ma, con il passare degli anni, si preferirono gli aranci amari, meno appetibili, ma notevolmente più resistenti alle temperature invernali. Anche Giacomo Leopardi e Giosué Carducci rimasero affascinati da questi alberi, tanto da citarli in due rispettive lettere spedite dopo aver visto quest’incantevole luogo della città.
Al centro della piazza si trovano alcuni importanti monumenti come l’obelisco risalente al 1853 affiancato da un'altra monumentale fontana costruita qualche anno più tardi ed abbellita da quattro statue di leoni opera dell’importante bottega degli Isola.