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Un riso "amaro" per la "Svergognata" di Antonella Questa

Dalla "banalità" di un sms la caduta di un "ideale" di famiglia

di Margherita Mazzarella

Da sola sul palco, dall'inizio alla fine, per raccontare una storia di vita che potrebbe riguardare tutti. Splendida Antonella Questa nell'interpretazione di “Svergognata”, di scena a Serravalle di Filattiera per un appuntamento di Lunatica Festival che ha tenuto con gli occhi puntati sul piccolo palco, allestito nella piazzetta centrale del borgo, decine di persone che hanno sorriso, applaudito, ma certamente anche riflettuto.

Una storia che è partita, sulla scena, prendendo spunto dall'episodio più banale del mondo: la lettura, casuale, da parte della donna, di alcuni sms sul cellulare dal marito Guido. Questa banalità è sufficiente a gettare Chicca, splendidamente interpretata dall'attrice, nel panico più totale. La sua famiglia perfetta, che vede vacillare i suoi valori di fondo, lo stato d'animo di una donna, che potrebbe essere una qualsiasi donna, nel rendersi conto che il marito, a pochi giorni dall'anniversario di matrimonio, scambia messaggi hard con donne sconosciute. Semplici relazioni virtuali, certo, non veri tradimenti, ma numerose, e vissute dall'uomo in modo significativo, costante, e soprattutto di nascosto alla moglie. Una realtà incomprensibile per Chicca. E nella mente di Chicca un turbine di emozioni: la rabbia, lo sdegno, l'incapacità di capire cosa è successo a quell'uomo, col quale ha condiviso 20 anni di vita, una casa e due figli, e che oggi le sembra uno sconosciuto. E poi la profonda crisi, quasi di identità, il chiedersi dove e quando lei ha mancato in qualcosa, per portare l'uomo ad avere bisogno di questi espedienti. Da qui lo scambio di idee con le amiche in palestra, la loro quasi insensibilità al suo racconto, quasi fosse tutto normale, e poi i loro consigli, deliranti, o forse no, forse corretti, ma scaturiti da un modo di ragionare che no, proprio a Chicca non appartiene.

Il marito che quasi non sente la necessità di giustificarsi per quanto accaduto, che minimizza la reazione della donna e non fornisce spiegazioni plausibili. E dopo una lunga e travagliata analisi dei fatti, dopo aver ipotizzato di diventare, anche lei, una “svergognata”, la forza d'animo, l'intenzione a non rinunciare ad essere stessi, l'incapacità di tradire i propri ideali, e il coraggio di ammettere l'inaccettabilità di una situazione sbagliata, sporca, squallida. Un esempio che potrebbe fare anche da monito a tante donne (e uomini) che pur di uniformarsi ad un modus vivendi che essi stessi non condividono, conducono un'esistenza priva dei valori di cui avrebbero bisogno, e preferiscono accontentarsi.Chicca no: si pone delle domande ma poi non si accontenta.

Un' Antonella Questa che, interpretando la protagonista Chicca, ma anche i personaggi minori, con tanto di variazioni nella voce e nella dialettalità, ha raccontato sulla scena una pagina di vita quotidiana, quella in cui mariti, mogli e anche figli, sono schiavi di un cellulare e fanno fatica, talvolta, a distinguere la vita reale da quella virtuale dei social network, e che mentre neanche provano a valutare l'esistenza di questo doppio livello, lasciano sfuggire la vita vera.



Proprietà dell'articolo
creato:lunedì 20 luglio 2015
modificato:lunedì 20 luglio 2015