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Inferno Novecento: un secolo letto con le lenti della Divina Commedia

di Margherita Mazzarella

Prendere posizione in mezzo al pubblico, arrivare all'Inferno e trovare Federco Fellini, Giulietta Masina e Marlon Brando che fanno uno spuntino e rendersi subito conto che sarà difficile seguire lo spettacolo riuscendo a discernere il passato dal presente.

Il testo della Commedia dantesca è infatti interamente usato come lente di ingrandimento del nostro tempo, e non è mai stato così attuale: "Inferno Novecento" è questo, una lunga discesa verso il primo dei tre regni ultraterreni, verso quell'inferno che è stato il secolo appena trascorso.

Mettere a confronto i maggiori personaggi dell’Inferno con grandi icone del Novecento, per reinterpretare il testo e la società,e farlo per evidenziare l'attualità di quel colosso che fu la Divina Commedia: non Paolo e Francesca, ma Lady Diana e Dodi Al Fayed, nel quinto canto, e poi ancora, passando da un girone all'altro, ecco Marylin Monroe, Giulio Andreotti, Andy Warhol, Pier Paolo Pasolini. Divisi per peccato, e presentati con una continua alternanza narrativa tra i versi di Dante, passi celebri inclusi, e stralci dei brani di autorevoli firme del giornalismo italiano. Due linguaggi diversi, ma non poi così tanto: poesia e informazione, tra le quali l' attrito è soltanto apparente, che convivono e si dividono una scena che appare (ed è) meccanica, ferma, priva di qualsiasi movenza, se non quella dei fogli sul leggio accarezzati dal vento.

La prosa si fonde con gli endecasillabi di Dante, e il suo medioevo si intreccia col presente, per raccontarlo, criticarlo, apprezzarlo. Federico Tiezzi rappresenta così l'idea del giovane drammaturgo Fabrizio Sinisi, riunendo Sandro Lombardi e David Riondino intorno alla Commedia.

Proprietà dell'articolo
creato:mercoledì 29 luglio 2015
modificato:mercoledì 29 luglio 2015