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La Guzzanti e il suo spettacolo in fieri

Folto pubblico al castello Malaspina di Massa per Homo srl, una riflessione sarcastica sulla “aziendalizzazione” degli stati e degli individui

Hanno avuto il privilegio di assistere ad uno spettacolo in fieri gli spettatori del FestivalLunatica che hanno presenziato ad una sorta di prima: Homo srl di e con Sabina Guzzanti, che sarà in tournée nella prossima stagione.

Sono stati tanti, circa 400, forse qualcosa in più, ad affollare il cortile principale del Castello Malaspina di Massa, che ha regalato, a spettacolo iniziato, dietro il palco, il sorgere del simbolo di Lunatica, una bella luna piena.

Solo assistendo alla serata si è capita la scelta del cambio di luogo da piazza Mercurio al Castello di Massa: il bisogno di distogliersi dalle disattenzioni di una piazza per concentrarsi sulla riflessione che il testo offriva.

Sarcasmo innanzitutto: quello che ti lascia un retrogusto amaro, dopo averti strappato il sorriso, perché gli attori di quel racconto siamo noi.

La storia vede la protagonista proiettata in un futuro, con il compito di commemorare un secolo, il nostro, definendolo come “Il secolo di m….”: e lo fa supportata da una ricerca storica, che poi è il nostro presente, con tanto di documentazione, narrando la “realtà” politico istituzionale dell’epoca e quella sorta di anestesia, o meglio fuga dalla “riflessione”, magari persi sui social à la page, dei cittadini di quel secolo, nominati, in assonanza, “merdaroli”.

Si capisce lentamente anche il perché di quel titolo, quando la distanza dalla piazza ed il digiuno forzato dai social, sperso in quella platea, costringe lo spettatore a riflettere attraverso l’orazione commemorativa della Guzzanti, sul lento processo di “aziendalizzazione” degli stati e degli individui, persi tutti dietro alla necessità di essere “competitivi per restare al passo con la Cina”.  Sul banco degli imputati sale,  citato dall’oratrice, il neoliberismo, con tutta la schiera dei sostenitori, colpevole di aver sostituito alla centralità del cittadino e alla necessità di soddisfarne i bisogni, quella del profitto, per cui non solo gli stati ma anche gli individui, l’uomo stesso, sono diventati azienda.

Come secondo la teoria newtoniana è la forza gravitazionale che regge il sistema, così “il neoliberismo – sostiene l’attrice/oratrice – si regge sulla legge di avidità”.

Non sono mancate ironia e satira, soprattutto quando per supportare la fondatezza dei documenti portati sulla scena, la Guzzanti “ricalcava” mimica e voce dei personaggi che ben si guardava dal citare esplicitamente, bastando la sua azione scenica. Memorabile l’improbabile intervista-monologo di una Maria, dalla erre oltremodo rotacizzante, ad un Dante Alighieri lagnante rispetto all’insuccesso della sua "commedia" a fronte di quella stessa recitata da un noto comico fiorentino

 

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creato:venerdì 31 luglio 2015
modificato:venerdì 31 luglio 2015