| More

R-esistono le cattive strade di De André

Andrea Scanzi e Giulio Casale raccontano in 90 minuti la vita artistica di Faber

di Margherita Mazzarella

Per essere una strada cattiva, quella di Fabrizio De André la seguono in parecchi, e da parecchio tempo. Perchè quello di Faber è stato un iter difficile, tra poesia e verità, un iter che non si può non seguire, perchè è una storia che non usa il tempo passato, perchè è una storia che continua sempre, e sempre si rinnova.

Questi gli ingredienti di base di "Le cattive strade", lo spettacolo lezione che Andrea Scanzi e Giulio Casale hanno tenuto in una piazza Mercurio a Massa gremita per la prima serata di Lunatica Festival. 

Circa un'ora e mezza di performance per ripercorrere la carriera di Fabrizio De André, uno dei più amati e allo stesso tempo discussi cantautori italiani di tutti i tempi, senza scivolare nell'agiografia neppure per un istante, e tenendo il pubblico col gli occhi incantanti in direzione del palco. Un'azione artistica del tutto simile a quella proposta lo scorso anno a Lunatica e insieme a Festival Gaber con la performance "Gaber se fosse Gaber": sempre uno spettacolo frutto di studio, di ascolto, di riflessione artistica e umana. Sotto i riflettori lui, Faber, e Scanzi, giornalista e scrittore, col suo tono insieme pacato e passionale, ironico e remissivo. Una narrazione presentata al pubblico in ordine cronologico, come ogni biografia che si rispetto, che si è aperta dicendo che Faber la sua prima canzone l'ha scritta all'età di 18 anni, e che è stata scandita dalle esecuzioni musicali di Giulio Casale, che ha fatto rivivere, interpretandolo con estremo rispetto, il repertorio di Faber.

Un incontro teatrale per raccontare anche il De André meno conosciuto, senza l'intento di perfezionarlo nelle sue meravigliore imperfezioni, però anche senza dissacrarlo, e senza idealizzarlo... insomma soltanto riperdorrendo le sue scelte e le sue intuizioni artistiche ed umane, che ne hanno fatto un cantautore e ancor prima un uomo inquieto, unico, anche scomodo. Molte le canzoni eseguite da Casale, quelle cardine (ma non solo) della carriera di Fabrizio De André, rivissuto sulla scena anche grazie alla proiezione di filmati originali.

Da brivido il finale, quando il proiettore posto sullo sfondo del palco ha trasmesso un live del ’98, al Brancaccio di Roma, di Faber alle prese con “Sidùn”. Un estratto di “Crêuza de mä”, il brano in lingua ligure sull’eccidio in Libano nel 1982 che testimonia l'idea che l'artista aveva in riferimento ad ogni tipo di violenza, dunque questa "cattiva strada" in fondo, forse è meglio continuare a seguirla. E senza deviazioni.

Proprietà dell'articolo
creato:domenica 19 luglio 2015
modificato:domenica 19 luglio 2015