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Le cose dietro il sole

Sulle orme di Telemaco per riscoprire le radici

di Margherita Mazzarella

Agli artisti di "Teatro del borgo", l'attore Matteo Ciucci e il musicista Sabastiano Rossi, protagonisti della rappresentazione, inizialmente era sembrato uno spazio troppo ridotto per la buona riuscita della loro performance.

Ma poi l'ex ospedale di San Giacomo di Carrara si è rivelato la scenografia ideale per "Le cose dietro il sole": uno spazio non troppo aperto, l'impossibilità di ospitare un pubblico troppo numeroso, e per questo il luogo perfetto. Questa location, dal grande significato storico e sociale per il territorio, è stata ideale per consentire la massima partecipazione dei presenti ad un fluire incessante di frammenti di testi poetici e musica acustica.

Un esperimento che rappresenta la prima vera e propria storia teatrale nata dalla lettura di un libro: "Il complesso di Telemaco" infatti, di Massimo Recalcati, ha fatto da copione, da traccia, a questo spettacolo, emotivamente di spessore almeno quanto il libro, che è stato capace di dare agli artisti il coraggio di raccontarlo, e di farlo andando oltre le pagine scritte.

La metafora del lungo viaggio di Telemaco alla ricerca del padre per raccontare il bisogno di ricerca di memorie partigiane, e un racconto che prende il via nel modo più semplice possibile: dal ritrovamento di un libro di memorie partigiane, che si racconta poi anche col supporto di musica e audio interviste, di cui è protagonista il partigiano Giorgio Mori.

Una voce capace di raccontare il presente tramite il passato, e di farlo anche alle giovani generazioni.

"Ho sempre presentato il mio lavoro ai giovani - ha detto il regista Matteo Ciucci - soprattutto quelli delle scuole superiori, e mi sono reso conto insieme a questi ragazzi che c'è tanto, tantissimo bisogno conoscere le radici che ci appartengono, e dopo averle conosciute, di resistere; farlo tramite la resistenza, quella vera, quella raccontata da chi l'ha vissuta, sembra un gioco di parola, ma è il modo migliore. La scelta della rappresentazione teatrale come forma per raccontare è stata fatta perchè la comunicabilità dei concetti sulla scena, con la musica, con le luci, è più immediata, più agevole, più piacevole per i ragazzi, ma anche più inequivocabile, perchè la testimonianze diretta non ha bisogno di ulteriori aggiunte, ed è messaggio già da sola".

Uno spettacolo che aderisce letteralmente al tema che quest'anno fa da filo conduttore per le serate di Lunatica Festival 2015, la resistenza.

Proprietà dell'articolo
creato:lunedì 27 luglio 2015
modificato:lunedì 27 luglio 2015