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Cimitero monumentale di Marcognano

Inaugurato nel 1896, ispirato al cimitero genovese di Staglieno, è stato realizzato in un periodo di forte sviluppo dell’estrazione del marmo e risulta essere un vero e proprio “museo all’aperto” che conserva molte importanti memorie della “capitale del marmo”. E’ stato oggetto di una capillare catalogazione effettuata da Riccardo Mazzoni su incarico della Soprintendenza e di studi approfonditi. Infatti le due importanti pubblicazioni:

- I Marmi dell’Eternità di B. Gemignani, Carrara, Arti Grafiche Litoprint, 1999;

- La città del silenzio. Uno studio, a cura di G. Bernardini, Carrara, F. Rossi Ed. 2001;

sono il risultato di un lavoro di lunga ricerca effettuato il primo dallo storico

Beniamino Gemignani e il secondo da un gruppo di insegnanti e di studenti del Liceo Scientifico “G. Marconi” .

Parecchie sono le immagini e le suggestioni che colpiscono nella visita: le bellissime cappelle delle famiglie Cucchiari e Salvini, del primo decennio del Novecento; i grandi angeli custodi dei sepolcri monumentali delle famiglie Faggioni, Nicoli, Bernabò, Maggesi, Berring Nicoli; ancora anonimi capolavori della scultura carrarese del primo Novecento; i numerosi e raffinati bassorilievi realizzati dagli anni venti agli anni Cinquanta dallo scultore Alterige Giorgi, ma soprattutto la patetica lapide alla maestrina Assuntina Dini, morta giovanissima nel 1918 a causa

dell’epidemia di spagnola, con la bellissima poesia-epigrafe che dettò appositamente per lei il grande poeta ligure-apuano Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, completata dalla raffigurazione di due putti bambini, dovuti alla maestria dello scultore E. Dini.

Come si può non ricordare ancora la cappella dei Forti, che, originari della Lunigiana, dettero vita ad un commercio di granaglie destinato a trasformarsi nel 1920 nella società Chiari e Forti, attiva per decenni nel settore alimentare (grani e oli) ed ancora oggi esistente, anche se non appartenente più ai proprietari d’origine; la cappella dei Beretta, che dopo essere stati al servizio di scultori italiani e stranieri fondarono nel 1919 un importante laboratorio artistico, dove si realizzavano opere di scultura, architettura e ornato.

Due sepolture collettive ricordano altrettanti drammatici episodi della storia di Carrara: la prima è quella dei caduti del Monte Betogli (1911), cavatori travolti dalla gigantesca frana staccatasi dalla montagna, la seconda è quella degli squadristi carraresi che parteciparono all’assalto di Sarzana nel 1921 e che furono uccisi dall’inaspettata reazione dei carabinieri e della popolazione.

Il trionfante regime fascista volle ricordare qualche anno dopo questi suoi caduti, con un monumento a Marcognano che si trova nella parte alta del cimitero.

Eventi
Proprietà dell'articolo
creato:mercoledì 2 luglio 2014
modificato:mercoledì 2 luglio 2014