Ascanio Celestini racconta e racconta ancora. Stordisce con le parole. Per una volta, però in forma di canzone. Si intitola
"Parole sante" il
cd musicale pubblicato nel 2007 da Celestini, tutto giocato su tematiche sociali, sull’illusione dell’oggi, sui problemi del lavoro. E "Parole sante" si intitola anche lo spettacolo che l’ artista romano porta in scena nell’ambito del Festival Lunatica 2009: un concerto fatto di storie amare e di amare riflessioni, ma senza mai dimenticare un filo di sorriso.
"Cinecittà è un pezzo di Roma a ridosso del Grande Raccordo Anulare. Accanto a uno dei primi centri commerciali della capitale quattromila lavoratori precari attraversano ventiquattro ore al giorno il portone di un’anonima palazzina, una fabbrica di occupazione a tempo determinato che sembra un condominio qualunque. Tra loro alcuni operatori telefonici hanno organizzato scioperi, manifestazioni, scritto un giornale e presentato un esposto all’Ufficio Provinciale del Lavoro. Si sono autorganizzati, hanno rischiato e sono stati licenziati. Qualcuno poteva salvarsi e accettare un lavoro pagato 550 euro al mese, ma “noi non siamo mica il Titanic –mi dicono- non affonderemo cantando”. Parole sante! Rispondo io.