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Mai Morti

Riflessioni con il protagonista, Bebo Storti


Una favola, una specie di favola, più che altro una pagina di storia sociale e politica del nostro paese presentata in forma di favola, raccontata da un uomo che si presenta da solo, in uno scantinato... un uomo tormentato, con la sola compagnia di qualche psicofarmaco e di una bottiglia di Jack Daniels, che ricorda e racconta il fascismo andando a ritroso nel passato, ma senza mai tralasciare di gettare un occhio sul presente, sulla vita di oggi, che di fascismo ne è, in varie forme, permeata. Pensa questo, l'interprete dello spettacolo "Mai morti", Bebo Storti, che poco prima della performance, forse per preparare più se stesso all'interpretazione del copione che il pubblico alla messa in scena dello stesso, ci ha rilasciato qualche dichiarazione:

Il periodo storico definibile come “fascismo” si è concluso da tempo: in che senso questo spettacolo tende invece a dimostrare che non è così?

Chi crede che il fascismo non ci sia più sbaglia, nel senso che certo, non esiste più come forma di governo costituita ed etichettata, ma esiste sotto forma di mille atteggiamenti politici e non. Per rimanere a quelli politici, e senza, sottolineo, senza riferirmi in particolare a nessuno dei politici del momento o del recente passato, si ha a mio avviso un modo “fascista” di governare ogni volta che si prendono provvedimenti che vanno ad intaccare l'interesse del popolo, e ovviamente ogni volta che si configura quella realtà purtroppo tanto diffusa che è la corruzione.

Certo la corruzione non fa onore a nessun uomo politico, a nessun uomo in generale, ma da lì a dire che si configura il fascismo ce ne passa. In che senso lo dici?

Quello che accade oggi, che è sempre accaduto e che l'arte deve condannare, è un pò quello che è accaduto in occasione del delitto Matteotti, solo in apparenza ucciso perchè antifascista, ma in realtà eliminato principalmente per aver denunciato un atto di corruzione perpetrato da un fascismo in fieri. Il fascismo è un modo di vivere, un modo di pensare, purtroppo non solo una forma di governo del nostro recente passato.

L'Italia è però un paese antifascista, appunto per il suo recente passato... Massa Carrara è una provincia decorata al valore militare per la guerra di Liberazione, della quale ricorre proprio quest'anno l'anniversario: almeno qui e in questo momento storico, possiamo definirci immuni?

Purtroppo posso dire di sì soltanto in teoria, nel senso che il pericolo del diffondersi di certi modi di pensare è sempre in agguato e difficilmente controllabile per giunta. L'Italia è antifascista, indubbiamente, da quando è morto il duce, che però continua a vivere nell'ignoranza, nella subumanità dei più, e chiaramente nei pochi (o tanti) "stronzi" (scriva pure questa parola, con o senza virgolette, poiché in questo momento non mi sovviene un sinonimo per esprimere al meglio quello che intendo dire) che girano con la svastica disegnata addosso, e che sono però, i meno fascisti di tutti.

Alla luce di questa interpretazione, a chi è dedicato questo spettacolo, andto in scena migliaia di volte e per la prima volta rappresentato a Forno, uno dei paesi simbolo della Resistenza?

E' dedicato soprattutto ai giovani, ai ragazzi delle scuole, quelli che conoscono ma non conoscono questi eventi, perché quella che si può acquisire tra i banchi di scuola è una conoscenza soltanto parziale della realtà. Lo spettacolo "Mai morti" mira ad aiutare loro a riflettere, perchè sono loro quelli che potenzialmente più di altri possono ripetere gli errori del passato, se non ne diventano consapevoli.



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creato:venerdì 31 luglio 2015
modificato:venerdì 31 luglio 2015