| More

Lunatica Festival & Festival Gaber: assieme per r-esistere

Intervista a Paolo Dal Bon, presidente della Fondazione Gaber


Perchè questa collaborazione tra Lunatica Festival e FestivalGaber, ormai, possiamo dirlo, costante?
Lunatica Festival è una manifestazione prestigiosa, che ha alle spalle ben 21 anni di tradizione, che si può ormai davvero definire tale, e non ultimo, si conferma sempre come un cartellone di eventi di grande spessore culturale.  Ci stiamo trovando in accordo su alcuni intenti di fondo. Ci sono davvero molti punti di contatto tra le due iniziative.

Il tema della resistenza, filo conduttore delle serate di Lunatica di questa edizione: come questa collaborazione con Festival Gaber aderisce al principio ispiratore?
Intanto perchè "resiste", e su questo non vi è dubbio. E poi perchè questo tema è davvero interessante dal punto di vista culturale, pensando a Gaber. Gaber resiste concettualmente all'innovazione e al consumo, e aiuta a resistere tutti coloro che nella società contemporanea fanno fatica a resistere a consumismo, tecnologia, e tanti altri falsi miti di quest'epoca.

Alle serate di Lunatica Festival partecipa sempre un pubblico vario, e di questo siamo contenti, ma abbiamo notato una presenza di giovani significativa in occasione degli appuntamenti che ci vedono affiancati. Perchè?
Lunatica è un festival che tutti possono apprezzare, in ogni sua data, e questo è certamente il primo  motivo.  Può apparire quasi strano che un ventenne di oggi conosca Gaber, e che per giunta lo apprezzi, tanto da dedicare una serata a una nostra iniziativa. Ma riflettendoci meglio forse non dobbiano stupirci che le nuove generazioni abbiano bisogno di valori: è vero che siamo un un'epoca in cui è difficile trovarli e farli propri, ma è vero anche che non tutti i giovani intendono uniformarsi al "piattume" dilagante e rassegnarsi a quello standard di vita, preferendo un approccio diverso, magari più doloroso, ma certamente più profondo.

In effetti può essere che siano proprio i valori che stanno dietro a questo artista a trascinare il pubblico, anche quello giovane, che Gaber lo ha conosciuto, se lo ha conosciuto, in modo indiretto. Un successo doppio, no?
Certo. Ma già il fatto che molti artisti giovani, e penso a Andrea Scanzi, Giulio Casale e altri, scelgano di cimentarsi in spettacoli su Gaber, ma come anche su De Andrè o altri artisti di quella stessa generazione, forse fa riflettere i ragazzi di oggi, che magari poi sono gli stessi che in macchina ascoltano e canticchiano le canzoni del momento, ma che hanno necessità interiori che trovano riscontro altrove.

Proprietà dell'articolo
creato:giovedì 30 luglio 2015
modificato:giovedì 30 luglio 2015