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Laura Curino ci aiuta a riflettere su "Scintille"

La pièce alla Filanda del forno, in un luogo, non a caso, dedicato un tempo al lavoro femminile

di Margherita Mazzarella

Una rappresentazione che è una via di mezzo tra il dossier e l'invenzione, tra lo spettacolo e la riflessione, tra la spensieratezza e la disperazione: Scintille. A cominciare dal titolo, che significa molto di più di quello che sembra.

Una base decisamente storica e reale per questo spettacolo, che trae spunto da una vicenda di cronaca del 1911. Perchè realizzare uno spettacolo sulla tragedia della camiceria statunitense?
E' stato quasi un caso, specialmente all'inizio, quando proprio è nata l'idea. Se navigando in Internet vi capita, potete andare sul motore di ricerca e digitare "the fire", l'incendio. Non un incendio, ma l'incendio. Ancora oggi la tragedia di quel giorno viene ricordata così, come l'incendio per eccellenza. Fu un disastro, una cosa terribile. In un contesto socio politico in cui i rapporti Italia-Usa erano forti e la presenza degli immagrati oltre ocenao massiccia.
Bhe scorrendo i nomi delle vittime di quel giorno, ne abbiamo individuati tre col medesimo cognome: MALTESE. Da lì l'idea di andare a vedere le fotografie dell'epoca, quelle classiche da "rivoluzione industriale", come le chiamo io, e tentare di individuare personalità e anime da quegli sguardi. Per creare del personaggi.

Le protagoniste, tutte donne, tre su quattro appartenenti alla stessa famiglia: questa scelta ha un significato?
Sì. In quella fabbrica lavoravano principalmente donne, e questo è il primo motivo per cui abbiamo lasciato i dati anche anagrafici reali, e poi sono tutte donne, è vero, e tutte parenti anche, ma ciascuna di essere ha una personalità, un carattere, dei pensieri, che sulla scena emergono e coinvolgono il pubblico.

La location scelta per la performance ha una valenza anche nella resa del copione?
Certamente. La Filanda di Forno è un luogo di lavoro, lo è stato, con tutti gli annessi e connessi che questa dicitura implica. Ogni territorio ha un suo percorso storico, sociale, umano, e ogni gruppo umano ritrova i segni della collettività di cui fa parte anche nei luoghi.

Il tema conduttore degli spettacoli di Lunatica Festival è quest'anno la Resistenza. Cosa in questo spettacolo "resiste"?
Le donne resistono. Tutte. Ciascuna a suo modo, ma tutte resistono.
Caterina resiste la durezza della miseria, la difficoltà dell'emigrazione, la fatica del viaggio, il dolore della separazione. E resiste alla voglia di tornare indietro. Lucia resiste alle difficoltà della vita, prendendo tutto con un entusiasimo contagioso che solo lei riesce a provare. Rosa è un'adolescente che resiste alla forza delle regole. Dora resiste più di tutte, perché resiste al pregiudizio sociale, lei che è russa, ebrea e sola. Tutte resistono.

Quanto la vicenda storica che sta alla base dello spettacolo conta nella comprensione dello stesso?
Conta molto perché è la base: la storia vera di questo disastro è lo sfondo di tutto. Ma noi non mettiamo in scena l'incendio. Soltanto le sue scintille, quegli spunti sociali, umani, culturali che la vicenda fa emergere e poi viaggiare a sè all'interno delle anime. Scintille di vita insomma, che possono anche illuminare e non necessariamente ridurre in cenere quello che sfiorano

 

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creato:venerdì 24 luglio 2015
modificato:venerdì 24 luglio 2015